Il sionismo filonazista
Postato il Monday, 21 July @ 23:36:12 CEST di risiko
di Michele F.
Media e storiografia ufficiale si spendono quotidianamente per illuminarci
sul fatto che i sionisti sono sempre stati in prima fila nella lotta al
nazionalsocialismo. Ciò in parte è vero, ma solo in parte. Vorrei introdurre
su Comedonchisciotte.net una pagina dedicata al sionismo tedesco. Secondo me
ci sono notizie degne di grande attenzione.
Sappiamo che gran parte del sionismo fiancheggiò i paesi capitalisti contro la
barbarie nazista. Specialmente quando scoppiò la guerra imperialista in
Europa.
Il gruppo sionista tedesco, però, non seguì questa linea: dal 1933 al 1941
(data dell¹inizio della deportazione degli ebrei nei campi di sterminio) si
adoperò in una politica di compromesso, quando non addirittura di
collaborazione col nazismo hitleriano. E ciò avvenne nonostante che i nazisti
abbiamo cominciato fin da subito una persecuzione degli ebrei: nei primi anni
non si trattava certo di una distruzione fisica, ma di un continuo attacco ai
diritti della minoranza ebraica, con l¹espulsione dalle cariche pubbliche, la
ghettizzazione, per poi passare all¹emigrazione forzata fino al 1941, quando
cominciò la deportazione.
I nazisti perseguitavano tutti gli ebrei? No, affatto. I dirigenti sionisti
tedeschi godettero di ottimi trattamenti da parte delle autorità tedesche. Se
eri un ebreo integralista non ti veniva torto un capello. Se eri semplicemente
un ebreo, rischiavi di brutto. Questo perché i sionisti tedeschi desideravano
ardentemente uno Stato ebraico in Palestina, e appoggiavano con favore la
politica di espulsione degli ebrei dalla Germania. Se è vero che la
maggioranza degli ebrei era ostile al fascismo tedesco, che alcuni
valorosamente combatterono in Spagna e in Polonia (dove l¹insurrezione del
ghetto di Varsavia fu guidata da ebrei antisionisti e comunisti) contro
l¹Internazionale fascista, i sionisti invece supportavano il Governo di
Berlino. La loro visione razzista, il loro spirito nazionalista, la loro
volontà di costruire uno Stato ebraico erano ben visti da Hitler e dai suoi
gerarchi.
Esponenti di spicco di questa politica filo-tedesca furono Menahem Begin e
Itzak Shamir, futuri dirigenti dello Stato di Israele. Come ebbe a notare Bar
Zohar, nel suo libro ³Ben Gourion, il profeta armato², Shamir commise ³un
errore imperdonabile: proporre un¹alleanza con Hitler, con la Germania nazista
contro la gran Bretagna².
Ho raccolto per Comedonchisciotte.net una serie di dati storici molto
interessanti riguardanti il sabotaggio della lotta antifascista e della
collaborazione con il nazismo da parte del sionismo tedesco.
Il 7 dicembre 1938, davanti ai dirigenti sionisti, Ben Gourion affermò
impunemente: ³Se sapessi che è possibile salvare tutti i bambini della
Germania portandoli in Inghilterra, e solamente la metà di essi portandoli in
Eretz Israel, sceglierei la seconda soluzione. Perché non dobbiamo pensare
solamente alla vita di questi bambini, ma ache alla storia del popolo
d¹Israele².(Y. Gelbner, in YAD VASHEM STUDIES, p. 199, Gerusalemme).
In un Memorandum del ³Comitato per la salvezza² dell¹Agenzia Ebraica, del
1943, in pieno sterminio, si sostenne: ³Dobbiamo aiutare tutti coloro che
ne hanno bisogno senza tenere conto delle caratteristiche di ciascuno? Non
dobbiamo dare a questa azione un carattere nazionale sionista e tentare di
salvare, in primo luogo, coloro che possono essere utili alla terra d¹Israele
e all¹ebraismo? So che può sembrare crudele impostare la questione in questo
modo, ma sfortunatamente dobbiamo stabilire chiaramente che se siamo in grado
di salvare 10.000 persone tra le 50.000 che possono contribuire alla
costruzione del paese e alla rinascita nazionale, oppure un milione di ebrei
che diventerebbero per noi un fardello o, meglio, un peso morto, ci dobbiamo
limitare a salvare i 10.000 che possono essere salvati, nonostante le accuse e
gli appelli del milione lasciato da parte².
Di dichiarazioni di questo tipo ce ne sono molte nei documenti dell¹epoca
nazista. I sionisti condividevano la preoccupazione nazista della purezza del
sangue. La loro principale fobia era l¹assimilazione degli ebrei alle nazioni
in cui erano ³ospitati². Il piano nazista di espellere gli ebrei, prima dalla
Germania e poi dall¹Europa, trovò l¹appoggio incondizionato del sionismo
tedesco.
Nel 1933, il 21 giugno, la Federazione Sionista Tedesca inviò un memorandum al
partito nazista in cui si dichiarava: ³Nella formazione di un nuovo Stato,
che ha proclamato il principio della razza, noi desideriamo adattare la nostra
comunità a queste nuove struttureŠ il nostro riconoscimento della nazionalità
ebraica ci permette di stabilire relazioni chiare e sincere con il popolo
tedesco e le sue realtà nazionali e razziali. Proprio perché non vogliamo
sottovalutare questi principi fondamentali, perché anche noi siamo contro i
matrimoni misti e per la conservazione della purezza del gruppo ebraicoŠ
Gli ebrei coscienti della loro identità, a nome dei quali parliamo, possono
trovare posto all¹interno della struttura dello Stato tedesco perché sono
liberati dal risentimento che devono provare gli ebrei assimilatiŠ Per
raggiungere questi obiettivi pratici, il sionismo spera di essere in grado di
collaborare anche con un governo fondamentalmente ostile agli ebreiŠ La
propaganda per il boicottaggio - attualmente diretta contro la Germania - è
essenzialmente non sionista².
I gerarchi nazisti erano entusiasti delle posizioni dei sionisti. Alfred
Rosenberg, il principale teorico nazista, scriveva: ³Il sionismo deve
essere rigorosamente sostenuto, di modo che un contingente annuale di ebrei
tedeschi sia trasferito in Palestina².
Reinhardt Heydrich scrisse nel 1935, quando era capo dei servizi di sicurezza
delle SS: ³Dobbiamo separare gli ebrei in due categorie, i sionisti e i
sostenitori dell¹assimilazione. I sionisti professano una concezione
strettamente razziale e sono favorevoli all¹emigrazione in Palestina, essi
aiutano a costruire il proprio Stato ebraicoŠ le nostre buone intenzioni e la
nostra buona volontà ufficiale sono dalla loro parte².
Al processo contro Eichmann emerse che, durante la deportazione degli ebrei
ungheresi nel 1943, il vicepresidente dell¹organizzazione sionista, Rudolf
Kastner, intrattenne queste trattative: se il Eichmann avesse permesso il
trasferimento in Palestina di 1684 ebrei giudicati utili alla colonizzazione
del Paese, perché milionari, capitalisti, militari e tecnici, Kastner avrebbe
promesso in cambio di far credere ai 460.000 ebrei ungheresi che la loro non
era una deportazione ad Auschwitz, ma un semplice trasferimento. Kastner
testimoniò anche a Norimberga: è appurato che dichiarò il falso per salvare
uno degli agenti di Himmler, lo Standartenfuhrer Kurt Becher. Al processo
Eichmann, il giudice dichiarò: ³E¹ chiaro che la raccomandazione di Kastner
non fu fatta a titolo personale, ma anche a nome dell¹agenzia ebraica e del
congresso ebraico mondialeŠ e questo è il motivo grazie al quale Becher fu
rilasciato dagli alleati².
Il sionismo praticò il terrorismo contro i profughi o gli ebrei che
convivevano pacificamente con i ³non-ebrei². Due esempi e chiudo l¹articolo:
1) Il 25 dicembre 1940, per contrastare la politica inglese che aveva
deciso di salvare gli ebrei minacciati da Hitler, mandandoli alle isole
Mauritius, i sionisti dell¹Haganah fecero esplodere la nave quando fece scalo
nel porto di Haifa, provocando la morte di 252 ebrei e dei membri inglesi
dell¹equipaggio;
2) La comunità ebraica dell¹Irak era costituita da 110.000 persone nel
1948. Il rabbino capo del paese, K. Sassoon, dichiarò: ³Da mille anni, in
questa nazione, gli ebrei e gli arabi hanno goduto degli stessi diritti e
privilegi e non si considerano come elementi contrapposti². Nel 1950,
visto che gli ebrei si rifiutavano di emigrare coi loro capitali in Palestina,
gli israeliani intrapresero azioni terroristiche a Bagdad contro gli ebrei,
con lo scopo di portarli sulle proprie posizioni (il terrorismo è un¹arma
molto convincente, chi lo subisce si allinea alle posizioni dei terroristi in
assoluta buona fede: gli attentati dell¹amministrazione Bush all¹11 settembre
e la risposta del popolo americano in termini di consenso insegna qualcosa): i
servizi segreti israeliani convinsero che gli ebrei erano in pericolo
compiendo attentati contro di loro, come l¹attacco alla sinagoga Shem-Tov che
uccise tre persone e ne ferì varie decine. Cominciò così l¹esodo degli ebrei
iracheni in Palestina chiamato ³Operazione Alì Babà².
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